Mini guida per celebrare i risultati aziendali
Celebrare i risultati aziendali vuol dire concedersi un tempo per rafforzare le relazioni e per apprendere dai processi già testati. Eppure, in balia delle emergenze, lo facciamo poco e male – di fretta, rafforzando la cultura gerarchica del premio/punizione che ha poco a che vedere con la sicurezza psicologica.
Nella mini guida abbiamo progettato piccole pratiche per portare la gratitudine sul posto di lavoro e rendere la celebrazione aziendale strategica.
Perché celebrare in team i risultati aziendali
Primo passo: aprire la Treccani.
Celebrare deriva dal latino con il significato di onorare, rendere solenne. In altri termini: non basta un brindisi per celebrare i risultati aziendali!
Celebrare non vuol dire solo “fare festa”, ha in sé qualcosa di più solenne, riguarda la capacità di riconoscere e onorare i talenti e di fermarsi per apprendere dall’esperienza. Quando celebriamo, infatti, facciamo una retrospettiva sul passato recente e selezioniamo insieme cosa vogliamo portare nel futuro prossimo: competenze, tecniche, processi.
Insomma, non è solo la “Festa del Grazie” – “Boris”, episodio 8, stagione 3.
La celebrazione ha un impatto profondo come hanno raccontato HR, lavoratori e lavoratrici che hanno partecipato al nostro incontro partecipato di design collaborativo per la scrittura di questa mini guida.
“La celebrazione è stata per noi il luogo del feedback”.
“Celebrare permette di segnare un passaggio”.
“Celebrare ci rende umani: ci consente di riconoscere le emozioni al lavoro”
“Quando celebriamo siamo persone intere, non solo ruoli”.
L’impatto sistemico della celebrazione
Celebrare i risultati aziendali vuol dire onorare tutto il sistema:
- le persone che con il loro lavoro hanno permesso di raggiungere i traguardi
- i processi organizzativi che i team hanno adottato e che sono stati efficaci
- la cultura aziendale che è il terreno su cui fioriscono i risultati
L’impatto della celebrazione è quindi sistemico: è trasversale, avviene a più livelli, non riguarda solo il successo personale – che è parte integrante ma non l’unica di cui tener conto.
- a livello collettivo celebrare indice sulla cultura aziendale, rafforzandola oppure segnando un momento controcorrente che può innescare un cambiamento;
- a livello di gruppo celebrare è un rituale che segna passaggi e permette di apprendere e memorizzare;
a livello personale consente di apprezzare chi siamo e cosa facciamo.
Come celebrare i risultati aziendali
Se la celebrazione è un rituale, allora va organizzata affinché sia efficace e strategica.
Appunto, un panettone mangiato in gruppo in sala riunioni non è una celebrazione: è un momento di pausa.
La celebrazione per funzionare da booster della produttività, può avvenire in due tempi.
La retrospettiva
Il primo tempo della celebrazione guarda al passato. Serve a focalizzare i risultati raggiunti, descrivere i processi adottati, far emergere le competenze in campo – sia tecniche che relazionali ed emotive – a dichiarare gli errori commessi da cui imparare.
Il codesign
Il secondo tempo della celebrazione guarda al futuro. Traiamo gli apprendimenti, li facciamo emergere e individuiamo cosa vogliamo portare nel lavoro. A questo punto possiamo fare codesign – ovvero progettazione collaborativa – di procedure per lavorare insieme con più rapidità e efficacia.
Celebrare i risultati aziendali in pratica
Dimentichiamo CEO che distribuiscono “Grazie” e complimenti in pubblico come fossero medaglie al merito. Se vogliamo celebrare per unire i team e non per spaccarli, allora è necessario farlo con metodo.
Ecco una pratica efficace e snella, le altre sono raccolte nella mini guida in PDF.
Costellazione sprint
Se la retrospettiva è la riunione per analizzare il passato, lo sprint è l’incontro per immaginare il futuro dell’impresa. In un primo momento mettiamo da parte i file Excel: li riprenderemo in mano dopo aver celebrato e focalizzato cosa ci muove. Per farlo usiamo l’approccio della facilitazione sistemica.
- Disegniamo in terra, su un cartellone, su un grande tavolo una linea che divide passato e futuro.
- Posizioniamoci sul passato e scriviamo su un foglio la domanda: cosa vogliamo lasciar andare?
- Rispondiamo per iscritto, prendendoci un momento di riflessione. Il gesto, all’apparenza banale e naif, permette di alleggerire il carico mentale ed emotivo così da compiere con più focus il passo successivo.
- Posizioniamoci sul futuro e scriviamo su un foglio la domanda: cosa vogliamo trovare?
- Rispondiamo con un desiderio e con un risultato materiale – l’uno nutre l’altro!
- Guardiamo la scena per intero e chiediamoci: cosa ci permette di passare dal prima al dopo, insieme?
La costellazione deve iniziare con un momento di riconoscimento dei risultati raggiunti per onorarli e portare nell’esperienza il senso di evoluzione comune.
Se una proposta non ti basta, scarica la mini guida
Ecco la guida in formato PDF
Ogni guida è pubblicata con licenza Creative Commons 4.0: prendila, usala, falla tua.
I contenuti sono frutti degli incontri di design collaborativo Codesign the Future in cui esperti e esperte, HR, imprenditori e imprenditrici affrontano sfide comuni in modo creativo, aperto, dialogante. L’obiettivo è costruire un patrimonio di pratiche condivise per il cambiamento organizzativo.
Grazie di cuore codesigners!