Mini guida per disegnare un lavoro bello
Un lavoro bello: che vuol dire? Che forma prende la bellezza sul lavoro? Di quali dimensioni si compone e come possiamo coniugare l’aspirazione individuale a un bel lavoro con un progetto collettivo? (Perché sì, dobbiamo farlo). Le domande ci hanno guidato nella riflessione con un gruppo di codesigners e con Cocoon Pro, organizzazione ideatrice della Beautiful Work Week di Milano. Mettiamo le mani in pasta.
Le dimensioni della bellezza sul lavoro
Spesso la bellezza non fa parte del campo semantico del lavoro. L’intenzione è riportarcela.
Certo, le sfide del lavoro contemporaneo sono molteplici, molte insidiose e non è esattamente l’assenza di bellezza a preoccupare di più. Lavoro povero, mal pagato, in ambienti tossici: il dibattito pubblico è orientato a restituire la bruttezza, in termini di sfide contemporanee, del lavoro piuttosto che la sua capacità di generare pienezza, promuovere dignità e crescita. Ed è proprio per questo, quindi, che la bellezza va riportata nel lessico (e poi nella pratica) del lavoro.
Abbiamo bisogno di ri-orientare le energie e lo sguardo, ben sapendo che discutere di bellezza sul lavoro è un privilegio. E proprio come ogni privilegio, il compito di chi ce l’ha è estenderlo.
Questa riflessione è un tentativo di allargare lo spazio alla bellezza perché, com e ha spiegato Vito Mancuso, una vita senza lavoro, inteso come energia, non è possibile. Quelli su cui dobbiamo concentrarci sono i lavoro, al plurale. Cominciamo costruendo una cornice positiva per raccontarli.
Il significato di un lavoro bello
Prima di immaginare come creare bellezza al lavoro, è fondamentale chiedersi cosa sia la bellezza nei luoghi di lavoro. Lo abbiamo chiesto a chi ha partecipato a Codesign the Future, workshop collaborativo sui temi delle imprese. La risposta, come spesso accade, non è una: la bellezza non è solo un concetto estetico, è composta da una diversità di dimensioni intrecciate.
La bellezza non è un momento, è un sistema complesso e riguarda le persone, le organizzazioni, la società allo stesso momento.

Il lavoro rigenerativo
In chiave contemporanea, un bel lavoro è un lavoro rigenerativo. Nel salto di paradigma da un’economia estrattiva, che consuma risorse, a una che le ri-genera il lavoro ha una funziona fondamentale: non prosciuga le persone, le nutre.
Ambienti creativi vs ambienti tossici
Solo negli spazi in cui c’è sicurezza psicologica ed è possibile esprimersi senza il timore di ritorsioni, il lavoro può essere rigenerativo
Leadership distribuita vs modello tradizionale
La leadership distribuita, intesa come possibilità per le persone di prendersi pienamente la responsabilità nel proprio ruolo, è un fattore chiave del lavoro bello inteso come rigenerativo. Non significa fare meno, al contrario: si tratta di fare di più ma con più partecipazione e significato.
Piccole pratiche di lavoro rigenerativo
Insomma questa può essere la chiave di lettura di un lavoro bello, una moltiplicazione (perché somma è poco) tra
rigeneratività, intesa come capacità di creare energie, di nutrire le persone e non di prosciugare
ottica sistemica, come sguardo a più livelli che mette insieme e non contrappone piano personale, organizzativo, culturale.
Nella pratica che vuol dire? Come si crea un lavoro che nutre e che fa bene a individui, team e mondo allo stesso tempo?
Le domande hanno guidato il dibattito e il design in piccoli gruppi di azioni molto pratiche da realizzare nei posti di lavoro a partire da domani mattina per creare ambienti dove la bellezza non è più un’aspirazione astratta ma una esperienza.
Ora ne raccontiamo in breve due, le altre pratiche sono nella mini-guida.
Cura degli spazi organizzativi, non solo fisici
Spesso pensando alla bellezza ci viene in mente quella degli ambienti. Certo, colore e piante in giro servono a creare luoghi dove stare meglio ma la chiave è non limitare la cura agli spazi fisici. Gli spazi organizzativi (le riunioni, ad esempio) sono altrettanto importanti: possiamo ripensarli come esperienze di maggiore benessere. Un’idea: progettare le riunioni affinché siano più veloci, più partecipate, più focalizzate. Iniziare con un check-in, uscire con indicazioni chiare e un check-out.
Rituali magici
I team hanno bisogno di momenti in cui le persone possano portare tutte se stesse nelle conversazioni per creare bellezza relazionale. Progettare rituali anche molto semplici, come la pausa caffè insieme, consente di aumentare bellezza intesa come dialogo, incontro, fluidità. Non si tratta di favorire amicizia (che è qualcosa di molto complesso e non deve stare per forza nello spazio di lavoro) ma di permettere l’incontro con l’altro – che, inoltre, spesso facilita il confronto e quindi la presa di decisione. Piccole azioni che creano benessere non solo migliorano il clima generale ma permettono di scoprire talenti che le persone allenano negli spazi di vita non professionale e che altrimenti rimarrebbero nascosti.
Una breve guida per un lavoro bello e rigenerativo
Eccola! L’abbiamo scritta insieme a Cocoon Pro, organizzazione ideatrice della Beautiful Work Week di Milano, alle persone e alle organizzazioni che hanno partecipato a Codesign the Future, il nostro workshop collaborativo, sul tema.
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Telamandiamodirettamenteperemail. Ogni guida è pubblicata con licenza Creative Commons 4.0. L’obiettivo è costruire un patrimonio di pratiche condivise per il cambiamento organizzativo.
