Il lavoro pubblico non è più lo stesso. Gli enti locali si trovano oggi ad affrontare contesti che cambiano più rapidamente e in modo meno prevedibile di prima. Affinché la PA riesca a generare impatto vero sono due gli spazi di trasformazione che si aprono, uno fuori e uno dentro l’organizzazione. Da qui parte New Work, la collana podcast di interviste sul futuro del lavoro pubblico che Scuola dei Comuni IFEL realizza in collaborazione con TARA Facilitazione nell’ambito della Rome Future Week 2026.

Quando il mondo cambia

Un quartiere che cambia composizione sociale in una manciata di mesi per effetto degli affitti brevi. Un’ondata di calore che trasforma un problema ambientale in un tema di assistenza. La domanda di asili nido che crolla in una zona mentre cambia quella delle famiglie con due genitori che lavorano in altri quartieri. Sono tre situazioni diverse con un aspetto in comune. In tutti i casi il cambiamento è arrivato nel giro di pochi anni in modi che l’amministrazione non aveva previsto. 

Per decenni la PA ha lavorato su bisogni codificati e in contesti più stabili e lineari. Su questo presupposto sono stati costruiti i cicli di programmazione e l’architettura degli uffici. Cosa accade se invece gli scenari si muovono più in fretta dei processi con cui li governiamo? E se quelle che un tempo erano emergenze diventano invece parte della normalità? La PA si trova oggi a dover intercettare fenomeni più rapidi, bisogni e fragilità più variabili per le quali non sempre ha progettato modi per rispondere davvero. 

Da qui nasce la spinta a una trasformazione su due livelli: verso il fuori, nel modo in cui un ente legge il contesto e si relaziona con i cittadini, e dentro, nelle dinamiche e nei processi di lavoro.

Attraverso le interviste della collana New Work, realizzate durante le giornate della Rome Future Week presso la podcast station di Scuola IFEL, faremo emergere i punti chiave di una evoluzione aperta con l’obiettivo di creare una mappa di sfide e opportunità. Diverse le voci coinvolte da più punti di osservazione – Università, centri di ricerca, PA con un obiettivo: dare senso e direzione a una trasformazione magmatica e profonda. 

Cosa dicono i numeri del lavoro pubblico

Il Rapporto IFEL 2026 sul personale dei Comuni italiani conferma che il doppio sguardo fuori e dentro l’organizzazione non è un esercizio teorico.

Nel 2024 i Comuni hanno assunto 28.020 persone a fronte di 25.167 uscite, con un saldo positivo di 2.853 unità. Il personale comunale sale a 343.200 e resta inferiore del 28,4% rispetto al 2007.

Nello stesso anno le dimissioni volontarie, al netto dei passaggi ad altre amministrazioni, hanno superato i pensionamenti. Sono state 13.375 contro 11.792. 

La proiezione dei prossimi sette anni parla di circa 145.000 uscite

I dati raccontano una nuova retorica del lavoro pubblico: non più il posto fisso ma un mestiere “mobile”, da scegliere a patto che sia significativo e al passo con le attese professionali e di senso delle generazioni emergenti.

I punti sulla mappa

Per gli Enti Locali allenare la capacità di dare risposte a scenari diversi significa adottare la prospettiva della complessità per leggere il mondo, sviluppare attitudini e processi per generare impatto.

Da qui discende una mappa in 10 punti chiave, una piattaforma beta permanente, mai conclusa, utile e creare conversazioni non a irrigidirle nero su bianco. 

  • cosa vuol dire lavoro pubblico oggi: 

    il punto di partenza è fatto di numeri, quelli che raccontano come sta cambiando il lavoro negli Enti Locali e come l’ingresso di nuove persone tra Millennials e GenZ può trasformare una retorica ormai datata che non trova più radicamento nei dati e negli uffici. Ne discutiamo nel dialogo di apertura con Pierciro Galeone, Direttore Fondazione IFEL e Walter Tortorella, Responsabile Scuola IFEL

  • lo sguardo della complessità:
    perché proprio oggi è necessario rimettere tutto in discussione? quale chiave di lettura aiuta a re-interpretare il mondo per sviluppare attitudini e processi significativi? La complessità è la prospettiva di fondo con cui rileggere i fenomeni socio-economici attuali, la esploriamo insieme a Enrico Cerni del Complexity Institute e autore di “Atlante della Complessità”

  • le capacità per affrontare la super società:
    in che modo lo sguardo della complessità si declina in capacità e competenze interne? come fare in modo che siano diffuse e non restino esempi di eccellenza isolati? Risponde Alessandra Gramigna da Scuola IFEL 

  • evoluzione tecnologica per anticipare scenari: i
    n che modo l’integrazione tra Open Data e IA permette di immaginare scenari e prendere decisioni informate? L’evoluzione tecnologica mette gli Enti Locali nella posizione inedita di anticipare gli scenari e di ripensare il monitoraggio ma crea anche la sfida di rispondere con maggiore velocità, real time. Ne discutiamo con Giuliano Resce, docente all’Unimol e amministratore dello spin-off Instant Analytics

  • pensiero anticipante come capacità creativa:
    il futuro non è uno né è scritto. Possiamo oggi prendere decisioni per contribuire a facilitare scenari favorevoli o per tentare di arginare quelli che riteniamo negativi. Per farlo è necessario sviluppare il pensiero anticipante come capacità collettiva interna alle organizzazioni. Ne discutiamo con Sara Tremi Proietti, facilitatrice e praticante di Studi di Futuro. 

  • la responsabilità umana:
    quale è la figura di cerniera che permette all’evoluzione dei modelli organizzativi di diventare realtà nella PA e non restare una buona ipotesi sulla carta? Se guardiamo agli Enti Locali dalla prospettiva delle persone e non solo dei processi, riusciamo a fare emergere attitudini ma anche responsabilità e funzioni che spesso fanno capo alla figura del Dirigente Generale, a patto di ri-pensarne il ruolo per valorizzarlo indipendentemente dalla taglia dell’ente. Ne discutiamo con Michele Bertola, Presidente Andigel e autore di “Persone fuori dal Comune”

  • l’IA come alleata: l’IA può essere la più grande alleata, la “collega che mancava in ufficio”. Il punto però è integrarla nei flussi con un senso mappando dove è imprescindibile, dove è di supporto e quando invece non può avere un ruolo significativo.  Non solo: integrarla vuol dire anche sviluppare una dialettica e una relazione di apprendimento reciproco. In che modo? Risponde Claudio Forghieri, esperto di trasformazione digitale nella PA

Una prospettiva disegnata a più mani

Gli episodi compongono una miscellanea di punti di vista, esperienze e approcci. Rinunciamo volutamente a scommettere su una traiettoria unica, perché è esattamente quello che il contesto non consente più.

La collana è un’esplorazione senza carta geografica. Disegniamo la mappa mentre camminiamo, una voce alla volta, domanda dopo domanda. Si aggiungeranno altre voci per comporre nel tempo un quadro dinamico e in divenire. 

La domanda che ci accompagna resta la stessa dal primo episodio. Quali enti locali possiamo disegnare, progettando un lavoro pubblico capace di leggere fuori e di muoversi dentro.

Il podcast sul futuro del lavoro pubblico, via e-mail

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