C’è una domanda che attraversa sempre più organizzazioni: come affrontare sfide complesse in modo pragmatico senza rinunciare al coinvolgimento delle persone? È questa una delle domande-leva a cui abbiamo risposto attraverso il percorso partecipativo in Michelin Italia nel sito di Cuneo-Torino Stura. Insieme, in partnership con Playnbe di Nadia Benedetti, abbiamo costruito una comunità creativa interna capace di generare soluzioni innovative partecipate.
Costruire comunità creative aziendali
Non team di progetto tradizionali.
Le comunità creative aziendali sono spazi strutturati dove persone con ruoli, storie e competenze diverse collaborano per affrontare le sfide concrete dell’organizzazione integrando esperienze e punti di vista.
Le comunità creative funzionano sulla base di una premessa: creare le condizioni per far emergere l’intelligenza collettiva attraverso un ambiente di sicurezza psicologica, pratiche di ascolto autentico, spazi di innovazione guidata.
L’esperienza con Michelin Italia è un esempio concreto di questo modello di azione creativa. Al centro del percorso due Team Scintilla con oltre 20 persone – tra manager e personale di linea – che per otto mesi hanno lavorato insieme per rispondere a una domanda: come migliorare l’esperienza lavorativa per aumentare il benessere e la collaborazione efficace allo stesso tempo?
Attingere all’intelligenza collettiva
La scelta di coinvolgere nella soluzione delle sfide le persone che le sperimentano concretamente nasce dalla consapevolezza che chi fa il lavoro ogni giorno è nella posizione migliore per individuarne le criticità.
In altri termini: chi fa, sa. Si tratta di una premessa chiave del co-design per costruire innovazioni funzionali in tempi più rapidi.
Il coinvolgimento ha permesso di raccogliere i vissuti reali e la competenza diffusa e di avere una mappa chiara e allo stesso tempo ricca delle sfide attive. Quando facciamo affidamento solamente su un sapere che deriva da un’unica prospettiva aziendale, anche se informata, rischiamo di non vedere quello che si muove sotto i nostri occhi e di perdere tempo nella progettazione di pratiche che non funzioneranno nell’impatto con la realtà lavorativa.
L’innovazione creativa in azione
Il percorso guidato da TARA Facilitazione e Playnbe ha seguito le fasi del Design Thinking integrando Facilitazione Sistemica e Community Building per unire l’attenzione al risultato con la cura del processo e delle dinamiche di relazione.
I membri dei Team Scintilla hanno intervistato decine di colleghi e colleghe nei diversi reparti, esplorando vissuti e esperienze quotidiane. Le persone hanno apprezzato l’ascolto vivo, al di fuori dei soliti strumenti di rilevazione: le parole raccolte non sono un’aggregazione di dati ma la base di un’alleanza creativa. Inoltre, raccogliere informazioni attraverso l’intelligenza collettiva permette di sviluppare una conoscenza diffusa sul “cosa” – le sfide organizzative davvero attive – e il “come” – i linguaggi reali, il vissuto emotivo. Così si crea una conoscenza più profonda dei temi vivi nell’ambiente lavorativo.
Già in questa fase sono emerse capacità nascoste e inattese. Le persone hanno allenato l’abilità di affrontare conversazioni difficili, di mettersi nei panni altrui, di ascoltare e fare sintesi della complessità. Tutte competenze che non restano nello spazio del percorso ma migliorano la comunicazione interpersonale e il problem solving radicandosi nel lavoro di ogni giorno.
I risultati
In termini tangibili, il percorso ha coinvolto più di 700 persone, individuato 6 aree di intervento e prodotto 6 prototipi strutturati oggi in fase di sviluppo avanzata. Alcune innovazioni sono molto pratiche – ad esempio l’app smart manager o l’assistente digitale – altre sono di natura organizzativa – come la creazione di un processo di valorizzazione del ruolo dei tutor interni.
Il risultato più profondo è culturale. Le persone dello stabilimento hanno sperimentato un nuovo modo efficace di affrontare le sfide insieme. Il dialogo si è trasformato in una pratica organizzativa. La fiducia nel problem solving collettivo è radicata.
L’impatto dello sguardo esterno
Portare uno sguardo esperto da fuori non equivale a introdurre soluzioni e modelli operativi sperimentati altrove – semplicemente non funzionerebbero.
La prospettiva esterna consente invece di integrare un punto di vista inedito e di far emergere in maniera guidata criticità implicite nelle dinamiche di relazione che se restano inesplorate finiscono per inquinare l’ambiente di lavoro.
L’impatto non riguarda però solo la possibilità di cogliere informazioni preziose nella complessità e di metterle al servizio del progetto. Consente di orientare le conversazioni verso un risultato pragmatico e di creare spazi davvero sicuri in cui esprimersi più pienamente e dove è possibile integrare le voci – anche quelle che di solito restano nell’ombra.
I dati a supporto delle comunità creative aziendali
L’esperienza nello stabilimento Michelin Italia non è un caso isolato. La costruzione di comunità creative aziendali coinvolte in processi strutturati con l’obiettivo di affrontare in modo collaborativo sfide reali è supportata dalla letteratura manageriale.
- la ricerca pubblicata su Science (Woolley et al., 2010) e confermata da una meta-analisi su 1.356 gruppi su PNAS (2021) dimostra che l’intelligenza collettiva è un fattore misurabile e reale e che il suo predittore più forte non è il talento individuale ma la qualità del processo collaborativo strutturato
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secondo IDEO i team che testano più soluzioni in parallelo hanno il 42% in più di probabilità di generare soluzioni di successo — non perché producano più idee, ma perché hanno imparato a sbagliare velocemente e ad apprendere altrettanto rapidamente
- la ricerca pubblicata su Creativity and Innovation Management (Wróbel et al., 2021) mostra che nei team guidati attraverso la facilitazione esterna si crea una collaborazione virtuosa: chi facilita gestisce le dinamiche di processo liberando il team di concentrarsi sul contenuto creativo. Non è una sovrapposizione di ruoli ma una struttura che moltiplica le capacità del gruppo
Oltre i soliti schemi
A fare la differenza è l’introduzione di un approccio che costruisce comunità creative interne come leva di trasformazione organizzativa. Così la fabbrica da simbolo del Novecento pone le basi per essere avanguardia organizzativa.
