"Se la tua azienda fosse Babbo Natale cosa gli chiederesti"

Appunti per un team building natalizio!

Si sono chiusi così i due team building che io e Alessandro abbiamo facilitato prima di spegnere il computer per la pausa natalizia. 

A fine anno, in ambito organizzativo, siamo abituati a lasciare spazio ai bilanci. I desideri sono faccende soprattutto private. Noi però abbiamo voluto lanciare una provocazione. Che succede se desideriamo insieme? E se la sfera dei desideri,  solitamente intima e silenziosa (da piccola mi hanno sempre detto che non potevo rivelare un desiderio altrimenti non si sarebbe avverato!), si aprisse al collettivo?

Lasciarsi con un desiderio è stato un modo per lasciarsi con dei piccoli progetti tra le mani, piccole tracce verso un futuro desiderabile, verso nuove prospettive.

Desiderare ha a che fare con le stelle (da de-sidera: mancanza delle stelle). Aprire le porte alle stelle, sperimentare l’appassionata energia che si sprigiona dal desiderare insieme è qualcosa di insolito in azienda. Per chi lavora in un’organizzazione conoscere i desideri di tutt/e può essere un motore per rimettersi in gioco non solo verso l’esterno ma anche verso l’interno.

Quello che è emerso è stato semplice e dirompente allo stesso tempo (a proposito: nessuno poteva desiderare di avere più soldi!): piccoli gesti che possono tradursi in nuove abitudini. Cominciano così le trasformazioni più profonde. In entrambi i casi i desideri avevano a che fare con piccole cose che possono costruire comunità, supportare le relazioni e innescare spirito di gruppo e appartenenza: uno spazio per giocare e ritrovarsi nelle pause dal lavoro, momenti di incontro e team building per stare insieme, una vacanza collettiva o un tavolo da ping-pong. E poi formazione, orari flessibili, un venerdì pomeriggio ogni tanto libero. Sono tracce, piccoli sassolini lanciati dietro di sé per indicare il cammino.

Ascoltarli è qualcosa di molto interessante e allo stesso tempo commovente perché svelano bisogni, ispirazioni, possibilità. E lo fanno in maniera lieve come è lieve il desiderio che lanciamo al cielo quando vediamo cadere una stella cadente.

Prima di esprimere un desiderio, però, abbiamo preparato il terreno. Nella facilitazione preparare il terreno significa fare in modo che, un passo alla volta, le persone si immergano totalmente nell’attività, lascino andare le resistenze e le paure e costruiscano un clima di fiducia necessario a fare un passo fuori dalla zona di confort.

In quello spazio sconosciuto possono incontrarsi diversamente da come si incontrano di solito, esplorare nuove domande e trovare nuove risposte.

E’ sempre un piccolo viaggio. 

Nel nostro caso abbiamo approfittato del Natale per invitare i team a una festa. A giocare insieme e conoscersi più a fondo, a celebrare e ringraziare. Abbiamo chiesto a tutti/e di guardarsi indietro e riconoscere il cammino fatto, il contributo di ciascuno/a e ciò che si è imparato nel cammino.

Nel Dragon Dreaming  (una metodologia per sviluppare progetti in maniera collettiva utilizzando strumenti e approcci che vengono sia dal mondo del project management che dalle pratiche di consapevolezza indigena) una parte fondamentale di ciascun progetto è la celebrazione che occupa il 25% del totale delle economie, del tempo e dell’energia. Questo perché la celebrazione permette ai team di ritrovarsi dopo una grande impresa collettiva. Di tornare a sé e avere il tempo di guardarsi, confrontarsi, dichiararsi e ringraziarsi. Di costruire nel team una cultura del feedback. Guardando indietro si impara ad andare avanti, con più forza e maggior consapevolezza.

Se dimentichiamo di farlo, dimentichiamo di riconoscere lo sforzo per raggiungere l’obiettivo e questo a lungo andare ci svuota. Nella celebrazione ritroviamo il senso profondo di quello che stiamo facendo e del perché lo stiamo facendo.

Dentro la celebrazione ci si incontra in spazi anche molto commoventi e rigeneranti. Noi l’abbiamo fatto così: abbiamo chiesto a tutti i componenti dell’organizzazione di fare un dono natalizio ai propri colleghi riconoscendo che risorse, competenze, attitudini ciascuno/a porta al team. 

Per cui a fine incontro le persone hanno potuto riconnettersi ai desideri propri e degli altri, sperimentare la forza del ringraziare e del donare e far emergere le emozioni attraverso il gioco e il divertimento.

Il regalo per noi? 

Leggere fra i desideri la voglia di organizzare più spesso momenti come questo.

Ilaria Magagna

Cofounder e Facilitatrice TARA

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