Il futuro non è uno! Trend e visioni per le imprese nell'era della complessità

Impresa, quali futuri possibili? E quanti?

Ecco le domande che ci hanno guidato nelle riflessioni durante l’incontro “Le imprese di oggi e i futuri possibili” promosso da Meridia formazione e HR Evolution venerdì 11 giugno. Interrogativi densi che poggiano su una certezza: di futuro non ce n’è più uno solo. Le possibilità (e le sfide) si sono moltiplicate.

In un tale scenario di maggiore incertezza l’unica profonda convinzione è che il lavoro e l’azienda in primis entrano a buon diritto in quello spazio teorico definito come teoria della complessità e dell’approccio sistemico. E’ questo il bacino culturale e metodologico dove andare a pescare qualche, seppur fugace, certezza. Qualche appiglio per immaginare scenari futuri e prepararsi ad affrontarli.

Futuro è una parola abusata. Ma conserva la capacità di inchiodarci a una profonda verità: non possiamo pensarlo domani, il futuro, non possiamo rimandarlo. Arriva. Per la teoria della complessità tutto ciò che possiamo fare è allenarci a essere sempre più consapevoli dei probabili effetti delle nostre azioni nel presente così da provare a stabilire una direzione.

Parlare di futuri non è determinarli con certezza ma provare a dare delle possibili direzioni a partire dall’oggi, dalle scelte che facciamo e dalle azioni che compiamo, nella consapevolezza che, in ogni caso, l’imprevedibilità e l’incertezza non cesseranno di esistere.

Se questa è la premessa che ci invita a riflettere sulle molteplici possibilità di futuro, quali sono allora i trend? Nell’incontro abbiamo esplorato le possibilità e ne abbiamo indicato alcune. Una è il wellbeing, o benessere. Al centro ci sono la persona e la sua felicità, il suo stare bene. Senza wellbeing non possiamo aspettarci well-performance. In una organizzazione non più pensata come una macchina ma come organismo complesso la parola che ne svela il funzionamento e le potenzialità è RELAZIONE.

Ma cosa significa organismo complesso e come funziona? Complesso deriva dal latino cum-plexus cioè “intrecciato, tessuto insieme”. Siamo di fronte a un sistema complesso quando il tutto è maggiore delle parti, ossia è il risultato delle relazioni che queste parti intessono tra loro. Relazioni e interdipendenza sono la chiave di lettura di un contesto complesso.

Per capire e attraversare la complessità dobbiamo partire da lì, dall’attenzione e dallo studio delle relazioni. La chiave di lettura non è il singolo elemento ma la relazione tra gli elementi che compongono un sistema.

Non possiamo quindi pensare al wellbeing senza pensare alle relazioni che nello spazio di lavoro gli esseri umani intessono tra loro. Queste relazioni per produrre buoni risultati e wellbeing devono essere prima di tutto buone relazioni. In secondo luogo devono essere messe in grado di creare possibilità e nuove strade perché è dalle relazioni che nascono buone soluzioni: soluzioni complesse, che contengono maggiori punti di vista e tengono insieme maggiori possibilità. Una persona sa leggere un pezzo di futuro, tante persone sono in grado di leggerne di più.  E’ nella relazione e non nel singolo individuo che devo ricercare le soluzione.

Allora, come capo e  leader di un’azienda, non si tratta più di porre attenzione solo al singolo talento ma di creare contesti che promuovano talenti capaci di collaborare, mettersi insieme e progettare soluzioni. Lə leader deve puntare sulla collaborazione e il codesign, deve sviluppare fiducia tra le parti, dialogo e ascolto. Deve alimentare l’intelligenza collettiva di un sistema che proprio nella relazione trova soluzioni. Per leggere i futuri, per avere degli strumenti in grado di sostenere l’incertezza e la mutabilità, dobbiamo rafforzare il teamworking all’interno dell’azienda.

La sfida oggi, al tempo del lavoro da casa, è proprio quella di bilanciare efficacia con relazione, rapidità con lavoro di gruppo.

La sfida è non perdere la connessione con il resto del team, con l’intero. 

La sfida è alimentare il senso di appartenenza a un gruppo, la pausa caffè anche a distanza. 

Il collante è, necessariamente, lə leader. Che non comanda e non controlla più, ma tiene insieme. Detta il tempo, sostiene il confronto e la collaborazione. Unə leader che crea spazi di connessione umana oltre che tecnologica, chiedendo banalmente di accendere gli schermi per potersi vedere, attivando occasioni di incontro dal vivo o di incontro “diverso” online.

In questo contesto liquido e ineffabile diventano ancora più importanti pratiche come il check-in prima di una riunione, gli spazi di “chiacchera” pre e post incontro. Non riempiamo l’ora di riunione semplicemente con obiettivi e  strategie ma diamoci il tempo di “guardarci negli occhi” e raccontarci: come stai? Che bel quadro vedo dietro di te! Come è andata nel weekend? Ho saputo che tua mamma non sta bene. Quello che prima avveniva in maniera quasi naturale davanti alla macchinetta del caffè e nelle pause adesso dobbiamo crearlo, dargli spazio, sostenerlo.

Dobbiamo tornare a mettere al centro non solo la persona ma i team, nella consapevolezza che le persone performano al meglio quando sono in relazione, competenza con competenza. Per questo abbiamo bisogno di modelli di governance che mettano al centro tutto questo: Agile, Governance Dinamica o Sociocrazia, Holocracy, le Teal Organization. Sono tutti modelli in cui la leadership è distribuita e il capo non è colui o colei che sa ma è un attivatore della leadership di ciascunə.

Ed ecco che arriviamo alla fine, al punto: teamworking e leadership, legati insieme da approcci, attitudini, competenze che dobbiamo sviluppare per rendere l’impresa competitiva e competente. 

Ci siamo lasciati ripromettendoci di ritrovarci al corso che Meridia Formazione, insieme a Mestieri Puglia e HR Evolution, ha organizzato per manager, team leader e imprenditori/trici che vogliono sviluppare competenze per prepararsi ai futuri possibili.  Qui, per scendere ancora più in profondità nelle dinamiche dei team e nel wellbeing: 

https://www.meridiaformazione.it/corso/corso-di-aggiornamento-la-governance-per-il-benessere-del-team/ 

 

Ilaria Magagna

Cofounder e Facilitatrice TARA

 

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