Far fiorire i gruppi per far fiorire la società

Il 25 e 26 Aprile, a Bologna, si terrà il corso “Team Potential – due giorni per esplorare le dinamiche di gruppo attraverso il gioco e la facilitazione”, condotto da Lucia Berdini di Playfactory e Melania Bigi di TARA facilitazione. In questa intervista le due ideatrici dell’iniziativa ci spiegano da dove è partita e quali obiettivi persegue.

«Viviamo in un tempo fluido: Todo Cambia, canterebbe Mercedes Sosa, e noi invece di resistere al cambiamento, vogliamo imparare a danzarci dentro. Crediamo di poterci avventurare nella complessità e incertezza del futuro solo se impariamo a farlo insieme: per questo la “danza” che vi proponiamo è fatta di piccoli passi, in cui stiamo attenti a non pestare i piedi degli altri e a guardarci negli occhi».

Lucia Berdini di Playfactory e Melania Bigi di TARA facilitazione iniziano così a presentarci “Team Potential – due giorni per esplorare le dinamiche di gruppo attraverso il gioco e la facilitazione”, il corso che condurranno a Bologna il 25 e 26 Aprile. Facciamo loro qualche domanda per capire e far capire su cosa ci si concentrerà in questi due giorni.

Perché oggi è importante lavorare bene in team?

Uno dei nostri intenti è esplorare i meta-processi, ovvero come funzionano le dinamiche in un gruppo e come renderle più fluide, funzionali, piacevoli e divertenti. Lavorare in team è una grande sfida e allo stesso tempo una grande fortuna, perché – quando abbiamo gli strumenti per co-creare in maniera efficace e rispettosa – il risultato è sempre più grande della somma delle parti.

In questi due giorni cominceremo a guardarci e ascoltarci davvero, a prendere in considerazione l’Altro da Me, a dialogare con rispetto e non fuggire di fronte alle difficoltà, Il team può essere lo spazio per vivere le sfide come occasioni di crescita e miglioramento. Team Potential sarà un evento in partnership con Italia Che Cambia e 2bhappy, due realtà che conosciamo molto bene e che – come noi – sostengono il cambiamento verso una logica eco-sistemica.

Parlate di approccio eco-sistemico: che vuol dire?

L’approccio sistemico abbraccia un nuovo paradigma, più inclusivo del vecchio top down, perchè basato su relazioni di cooperazione. Ha sicuramente bisogno di tempo e impegno, ma è più sostenibile nel lungo periodo: non possiamo più considerare i sistemi come macchine, fatte da tanti pezzi scollegati e sostituibili, ma piuttosto come esseri viventi, nei quali il benessere (o malessere) di una parte ha un impatto su tutto il resto del sistema. Nel nuovo paradigma, sostenuto dalla fisica quantistica quanto dalle neuroscienze, la felicità del singolo ha un impatto positivo sul team di cui fa parte, che a sua volta influenza la società in cui è immerso. Siamo arrivate a sposare questo tipo di approccio grazie a diversi percorsi: Lucia grazie a un luminare della visione sistemica, Bruno Lomele, che da anni studia, applica e insegna quella che lui chiama la prossemica di relazione. Melania attraverso lo studio del Processwork (Arte del Processo) e le costellazioni sistemiche con Bugui Garcia. E molto altro! Ma sono altre storie…

Gioco e conflitto nello stesso laboratorio: ma è possibile?

Certo che sì! Il gioco e il conflitto sono due temi che hanno bisogno di essere affrontati ovunque, dalla scuola alla politica, dalle aziende al sociale. Nella nostra cultura raramente ci insegnano come affrontare il dissenso, come dare e ricevere un feedback. Il conflitto (e non stiamo parlando di guerra, ma delle tensioni che scaturiscono in qualunque relazione) fa paura, tendiamo a evitarlo, ritrovandoci con i ‘non-detti’ che alla fine diventano esplosivi per la relazione stessa! Allo stesso tempo il gioco è considerato qualcosa di infantile: spesso i gruppi si rifiutano di giocare, pensando sia una perdita di tempo. La nostra sfida, in questo corso, è affrontare tematiche spinose, quali la diversità e il potere, rivelandone il potenziale evolutivo attraverso il gioco, che rende le dinamiche più evidenti, leggere e comprensibili.

Un laboratorio di due giorni: cosa si porterà a casa chi partecipa?

Siamo consapevoli che in due giorni possiamo affrontare solo alcuni argomenti, e il nostro intento è dare strumenti che si possano applicare nei team e nelle relazioni dal giorno successivo. L’approccio è pratico e esperienziale, chiederemo alle persone di mettersi in gioco in prima persona: come possiamo pretendere di essere buoni leader se non conosciamo i nostri limiti e potenzialità? Abbiamo sempre più bisogno di persone consapevoli del proprio potere, dell’impatto che hanno nel sistema e nelle sue parti: vogliamo sostenere leader in cerca di strumenti per danzare con il cambiamento.

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