Gestire il conflitto in azienda con la facilitazione.
Due contenuti e un consiglio sullo stato del lavoro in Italia

Ascoltiamo il conflitto!

Una tecnica infallibile anti-conflitto non esiste. Ed è meglio così.

Il conflitto al lavoro, infatti, se affrontato e gestito può diventare una opportunità di evoluzione per i team. Dobbiamo saperlo ascoltare e capire quale messaggio porta con sé.

Per allenarci a farlo, abbiamo selezionato tre contenuti dalla rete che ci aiutano a capire in che modo vivere il conflitto affinché non sia solo un fuoco che divampa ma anche una porta che ci conduce oltre la soglia delle sfide attuali.

Hai la leadership? Tocca a te!

Chi ha la leadership in un gruppo di lavoro deve fare come Spiderman: acquisire la consapevolezza che a un grande potere corrisponde una grande responsabilità. Anche nel caso del conflitto.

Ascoltare il podcast LeaderEretici è una grande opportunità di apprendimento. Dedicato alle nuove frontiere della leadership nelle organizzazioni, è una raccolta di storie e letture preziose per trasformare il lavoro e il modo di starci, al lavoro. Con una consapevolezza: se le persone stanno bene (e confliggono bene) le organizzazioni stanno bene.

Grazie all’autore, Roberto Fioretto.

Sopra il primo episodio, su Spotify l’intero podcast. 

Perché ci sono così tanti conflitti sul lavoro?

Questa è la prima domanda che ci dobbiamo porre per capire il conflitto. La seconda è: cosa possiamo fare per risolverli?

Risponde Liz Kislik, business coach, nel TED Talk selezionato. Lo fa a partire da una considerazione: di solito pensiamo al conflitto come a qualcosa che accade tra le persone. Questa è la parte della storia più facile da vedere. Se ci fermiamo qui non gestiamo il conflitto, lo alimentiamo. Per affrontarlo dobbiamo guardare la struttura alla base del conflitto che riguarda la storia dell’azienda, le norme culturali, le procedure di lavoro. 

Se ascoltare in lingua inglese è un po’ faticoso, puoi leggere la traduzione dell’intervento qui.

Portare tutti noi stessi al lavoro: cosa vuole dire davvero?

C’è un mantra che va molto di moda, sdoganato dalle riunioni via Zoom con bambini, cani, gatti insieme a noi mentre prendiamo decisioni per l’azienda. Il senso più o meno è: portare tutto il nostro sé al lavoro.

Sappiamo che ogni persona è tanti ruoli (secondo Lifeed portiamo 5 cappelli al giorno, solo 1,5 lavorativo) e che la vita intera ci abita, anche in ufficio. Ma attenzione! Questo non significa rinunciare a comprendere le situazioni.

Condividiamo l’articolo di Riccarda Zezza su Alley Oop nella certezza che sia un punto di riflessione importante anche per gestire il conflitto. Capendo che è molto bello parlare di Sè tutti interi, ma che per portarli al lavoro dobbiamo compiere un cammino non banale e forse nemmeno breve.

Questo post fa parte della nostra  serie OltreTARA, la raccolta di contenuti interessanti dalla Rete, che pubblichiamo ogni fine settimana.

L’obiettivo è costruire una biblioteca di temi per le organizzazioni in cambiamento.

Se avete libri, articoli, video, canzoni e giochi da suggerire e condividere scriveteci qui: info@tarafacilitazione.com.

Li pubblicheremo insieme alle altre storie interessanti.

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