Quale LEADERSHIP per le nostre rotte?

Letteralmente leadership viene dall’inglese to lead che significa guidare, dirigere e, probabilmente, questo significato rappresenta quello di cui la maggior parte di noi ha avuto esperienza.

Ma la leadership non ha a che fare solo col guidare qualcun’altro. Non è solo qualcosa che esercitiamo sull’ altro da noi.

 

La leadership è innanzitutto un’esperienza personale: riconoscere il nostro potere, o potenziale, e agirlo. E’ un percorso di consapevolezza ed è strettamente legato al concetto di responsabilità

Leadership è l’abilità di rispondere delle proprie azioni ed emozioni e dell’impatto che avranno sugli altri.

 

Se vogliamo costruire team potenti abbiamo bisogno di team dove le relazioni di potere fluiscano maggiormente e dove la leadership viene distribuita affinché le persone siano messe in condizione di far leva sul proprio potenziale per trovare soluzioni.

 

Ognuno di noi agisce la propria leadership in base alle sue qualità, attitudini, esperienze. Ci sono tante tipologie di leadership quante sono le persone in un team. Nei team resilienti ciascuna emerge quando il contesto lo richiede. 

Ci sono momenti della vita di un team che necessitano di azioni forti e direttive, quali le emergenze; altri che hanno bisogno di visione e ispirazione, come l’inizio di un progetto; altri ancora che richiedono accoglienza, empatia e ascolto, ad esempio nei conflitti. 

 

Per questo un buon leader e una buona leader dovrebbero essere leader generativi, leader cioè che non hanno paura a generare altri leader oltre a sé.

 

Ma come si rendono le nostre imprese luoghi dove la leadership può essere maggiormente condivisa?

Molti possono essere gli strumenti per aiutare i team a facilitarsi la vita: oggi ne condividiamo alcuni basilari, facilmente applicabili e replicabili.

 

Prima di tutto il cerchio: come disponiamo lo spazio durante i nostri incontri sviluppa o meno una cultura di collaborazione piuttosto che di competizione e permette alle persone di guardarsi negli occhi, interagire maggiormente e percepirsi sullo stesso piano.

 

Il turno di parola: darsi un tempo in modo che tutti e tutte abbiano possibilità di parlare, fare attenzione che in un incontro siano ascoltate tutte le voci perché ognuna porta uno sguardo necessario alla soluzione.

 

Documenti condivisi e accessibili a tutti: aumentare la trasparenza delle procedure. Le informazioni sono potere e se noi le condividiamo stiamo condividendo potere facendo in modo che più persone siano messe nella condizione di responsabilizzarsi rispetto alle decisioni e ai processi.

 

Forse questi strumenti per qualcuno possono sembrare banali, per altri desueti, per altri ancora fantascientifici: trovate voi stessi quelli che fanno più al caso vostro.

Importante introdurli uno alla volta, gentilmente, e solo quando una pratica è integrata, aggiungere la seguente.

La trasformazione richiede tempo e pazienza, ma una volta avviata, non si può tornare indietro!

 

…Buon esercizio della vera leadership e lasciamo sprigionare il potenziale delle nostre organizzazioni!

 

 

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2 commenti

  1. Nella mia esperienza di vita , purtroppo i Leader che spesso ho incontrato lo facevano collegandosi alla loro ” Matrice di base ” cioè ; Visto che il proprio trauma attorno alla nascita gli rendeva impossibile controllare come andavano le cose in quel momento , il proprio subconscio aveva deciso di ” controllare ” gli altri , magari , con la maschera della guida .
    Immagino questa frase risulti FORTE e poco chiara , ma questo è il mio contributo .
    Un vero Leader è una persona che conosce nel profondo il momento in cui ha deciso di intraprendere quel percorso , e ne conosce OGNI emozione .
    Stef.

    1. grazie Stefano per il tuo contributo.
      Come dici tu un vero e un buon leader deve prima di tutto conoscersi, sapere come reagisce di fronte alle sfide. Conoscersi e sapere quali sono i nostri punti di forza e le nostre fragilità e soprattutto l’impatto che hanno sugli altri è fondamentale quando agiamo come leader.

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  1. Nella mia esperienza di vita , purtroppo i Leader che spesso ho incontrato lo facevano collegandosi alla loro ” Matrice di base ” cioè ; Visto che il proprio trauma attorno alla nascita gli rendeva impossibile controllare come andavano le cose in quel momento , il proprio subconscio aveva deciso di ” controllare ” gli altri , magari , con la maschera della guida .
    Immagino questa frase risulti FORTE e poco chiara , ma questo è il mio contributo .
    Un vero Leader è una persona che conosce nel profondo il momento in cui ha deciso di intraprendere quel percorso , e ne conosce OGNI emozione .
    Stef.

    1. grazie Stefano per il tuo contributo.
      Come dici tu un vero e un buon leader deve prima di tutto conoscersi, sapere come reagisce di fronte alle sfide. Conoscersi e sapere quali sono i nostri punti di forza e le nostre fragilità e soprattutto l’impatto che hanno sugli altri è fondamentale quando agiamo come leader.

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